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Guida di viaggio Andalusia

L’Andalusia è la Regione più calda e passionale della Spagna, e lì nascono tutte le tradizioni più sentite dagli spagnoli, come il flamenco, la corrida e le tapas. In Andalusia si svolgono le feste più caratteristiche e vivaci del Paese, come la Semana Santa di Siviglia, la capitale della Regione. L’Andalusia è la terra della magnifica Alhambra di Granada, l’edificio più famoso di Spagna, ma anche delle moschee e dei palazzi moreschi di Cordoba, del museo di Picasso di Malaga, delle spiagge della Costa del Sol e della Costa de la Luz, delle montagne della Sierra Nevada e dei suoi parchi naturali.

DOCUMENTI

Per raggiungere l’Andalusia è necessario avere con sé solamente la carta d’identità valida per l’espatrio. Per noleggiare un’auto o viaggiare con la propria vettura si deve possedere la patente di guida: quella italiana è riconosciuta a livello europeo.  Si consiglia – una volta in loco – di recare con sé copia dei propri documenti e titoli di viaggio, conservando gli originali in luoghi custoditi (albergo etc.).

FORMALITÀ DOGANALI

È opportuno consultare sul sito www.agenziadogane.it  le rubriche ”Informazioni per il viaggiatore” e la “ Carta doganale del viaggiatore” che contengono le principali disposizioni doganali in vigore per i viaggi nell’ambito dell’Unione Europea o da/verso Paesi extra-UE.

VACCINAZIONI

Nessuna vaccinazione obbligatoria 

DISTANZA DALL’ITALIA

Si può volare nel sud della Spagna facendo scalo in 6 aeroporti: l’aeroporto di Alicante, l’aeroporto di Murcia, l’aeroporto di Almeria, l’aeroporto di Malaga, l’aeroporto di Siviglia e l’aeroporto di Granada, nella zona conosciuta di Vega del Genil.

Roma-Malaga Durata Volo 2h 25m; Roma-Siviglia Durata Volo 2h 35m; Roma-Cordoba Durata Volo 3h

FUSO ORARIO

Non esiste nessuna differenza oraria con l’Italia ma visto che l’Andalusia si trova decisamente più a ovest il sole tramonta più tardi. Nel mese di luglio, ad esempio, può capitare di assistere a un tramonto lungo le rive del Gualdaquivir anche dopo le 21.00.

L’ Andalusia è la Regione della famosa siesta spagnola e di conseguenza si rispettano i seguenti orari: negozi: 9.30-13.30; 16.30-20.00. Durante il periodo estivo, l’orario pomeridiano è 17.30-21.00 centri commerciali: 9.30-21.00 banche: lun-ven 8.30-14.00. bar: 8-1.30

TELEFONO

Prefisso dall’Italia: 0034    Prefisso per l’Italia: 0039 

ELETTRICITA’

Tensione: 230 V  Frequenza: 50 Hz 

Adattatore a due poli necessario

MONETA

EURO

LINGUA

Il castigliano, la lingua ufficiale della Spagna, è la lingua parlata anche a Siviglia e in Andalusia anche se gli andalusi hanno una riconoscibile cadenza tipica del sud della Spagna. Negli hotel e nei ristoranti, soprattutto quelli più turistici, i menù sono tradotti in diverse lingue tra cui inglese, italiano e francese.

RELIGIONE

Cattolica

CLIMA

In Andalusia, la regione più meridionale della Spagna, si trovano diversi tipi di clima: si va dal clima mediterraneo delle coste, che diventa particolarmente arido nella parte orientale, al clima mediterraneo con estate molto calda nella pianura del Guadalquivir, al clima semi-continentale delle zone di bassa montagna, al clima alpino di alta montagna. Sulla costa atlantica (detta Costa de la Luz), il clima è mediterraneo, con inverni molto miti, ed estati calde e soleggiate. A Cadiz (o Cadice), la temperatura media va da 12,5 °C a gennaio, a 24,5 °C a luglio e agosto.  Già a Jerez de la Frontera, circa 30 chilometri a nord-est di Cadiz, il clima diventa leggermente più freddo in inverno, soprattutto di notte, quando ogni tanto si possono verificare leggere gelate, mentre in estate diventa più caldo, soprattutto di giorno, quando vi sono parecchie giornate torride, con massime di 35/36 °C; i record sono di 40/42 °C. Proseguendo verso est, Córdoba ha temperature simili a quelle di Siviglia, ma per la maggior distanza dal mare, può essere a volte leggermente più fredda in inverno, mentre in estate può essere leggermente più calda. La costa meridionale affacciata sul Mediterraneo può essere divisa in base alle province di appartenenza e ai nomi che vengono assegnati a scopo turistico:  – La parte più occidentale, nella provincia di Cadiz, affacciata sullo stretto di Gibilterra, pur essendo la più meridionale è anche la più fresca in estate, a causa della prevalenza del vento di levante. La temperatura del mare lungo la costa atlantica (Costa de la Luz) rimane fresca anche in estate. Proseguendo verso est, e allontanandosi dall’Atlantico, il mare diventa gradualmente più caldo in estate: ad Almería la temperatura del mare arriva a 24 °C ad agosto e a 23 °C a settembre; nella parte più orientale, dove la costa è esposta a sud-est, diventa ancora più caldo, tanto che a Mojacar raggiunge i 25 °C ad agosto. I mesi migliori per visitare l’Andalusia, se il viaggio comprende anche la pianura del Guadalquivir e città come Siviglia e Córdoba, sono aprile, maggio e ottobre, per evitare la canicola estiva, anche se comunque in questi mesi qualche volta può piovere. Chi sopporta il caldo può scegliere l’estate, preparandosi alla canicola della pianura interna, ma potendo visitare con più agio le zone di alta montagna. In inverno si possono trovare parecchie giornate piacevoli in pianura, soleggiate e primaverili, anche se di notte può fare freddo nelle zone interne, e non sono escluse ondate di maltempo.  Per il sole e per il mare, il periodo migliore è invece l’estate, da giugno a metà settembre. Conviene portare una felpa per le serate fresche e ventose, soprattutto a giugno e settembre, in particolare nella Costa de la Luz e nella provincia di Cadiz, ma per sicurezza anche a luglio e agosto, in special modo se si è freddolosi.

AEROPORTI E COLLEGAMENTI

Potete volare nel sud della Spagna facendo scalo in 6 aeroporti: l’aeroporto di Alicante, l’aeroporto di Murcia, l’aeroporto di Almeria, l’aeroporto di Malaga, l’aeroporto di Siviglia e l’aeroporto di Granada, nella zona conosciuta di Vega del Genil.

TRASPORTI LOCALI

Non ci sono collegameti aerei tra le città dell’Andalusia. Tutti gli aeroporti, ad eccezione di Jerez de la Frontera, mettono a disposizione autobus per raggiungere le principali città. Le cittadine e i paesi sono collegati da una rete nazionale e locale di autobus. I mezzi di solito sono moderni, confortevoli e poco costosi e raggiungono praticamente qualsiasi località dell’Andalusia. Le località più importanti sono collegate tra loro da numerosi servizi giornalieri; sui percorsi meno frequentati il sabato e la domenica i passaggi degli autobus possono essere ridotti o addirittura soppressi. Le ferrovie dello stato spagnole hanno una rete molto capillare in Andalusia, che raggiunge tutte le città principali e molte città minori. I treni Regional o ‘cercanía’ sono treni per perdolari che collegano Màlaga, Siviglia e Cadice con i territori circostanti e i centri urbani vicini. Treni interregionali collegano l’Andalusia con altre regioni spagnole e diverse grandi città. Per informazioni su costi e orari consultate il sito delle ferrovie www.renfe.es. L’ottima rete stradale dell’Andalusia e i prezzi non eccessivi del noleggio rendono l’uso dell’automobile una scelta interessante e pratica per spostarsi all’interno della regione. In città, parcheggiare può rivelarsi davvero difficile in settimana in orario di lavoro. Spesso, l’unico modo è sfruttare i parcheggi sotterranei o quelli multipiano, che però sono piuttosto cari. Se volete noleggiare un’automobile, la cosa migliore sarebbe organizzarsi prima di arrivare in Andalusia. In generale, gli autonoleggi locali nell’aeroporto di Màlaga o sulla Costa del Sol offrono le triffe più vantaggiose. L’Andalusia è un’ottima regione per andare in bicicletta, con i suoi magnifici paesaggi e terreni adatti a tutte le esigenze.

ORARI

L’Andalucia è la terra della siesta; molti negozi, soprattutto quelli piccoli, aprono dalle 9:30 alle 1:30 si riprende a lavorare alle 4:30 e si finisce alle 20. I grandi negozi sono aperti con orario continuato dal lunedì al venerdì, dalla 9:30 alle 20. Le banche sono aperte dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 14:00 e il sabato dalle 9:30 alle 13:00. Nei ristoranti il pranzo si serve dalle 13:00 alle 16:00; la cena, invece dalle 21:00 alle 23:30. I bar aprono intorno alle 8 del mattino e restano aperti, a secondo del luogo in cui si trovano, fino alle 1:30 di notte.

DA VISITARE

MALAGA

Come in tutte le città principali dell’Andalusia, non manca una maestosa testimonianza del fondamentale contributo architettonico e culturale della presenza araba in Spagna. L’Alcazaba, ben conservata e in parte restaurata, risale all’XI secolo, quando fu fatta costruire dal re Badis come cittadella indipendente nel cuore di Malaga. Per questo motivo, oltre alle eleganti piscine e alle fontane, ai suggestivi patios fioriti sotto alle terrazze e alle arcate in stile mudéjar del palazzo reale, fate caso agli elementi architettonici difensivi che facevano dell’Alcazaba una fortezza inespugnabile. Nei pressi del viottolo che porta all’Alcazaba, troverete i resti di un Teatro Romano, per vedere il quale non pagherete alcun biglietto. Questo interessante reperto del periodo augusteo è stato rinvenuto durante gli scavi che furono effettuati alla metà del secolo scorso, e ora è anche palcoscenico per spettacoli all’aperto. La visita del Castillo de Gibralfaro è strettamente connessa a quella dell’Alcazaba, ed è possibile con un piccolo sovrapprezzo del biglietto. Lo si raggiunge tramite un sentiero in salita che costeggia un lato delle mura (sulle tracce di un antico barrio, la Coracha). Non perdetevi la vista della città che si gode da questa posizione: la celebre foto della Plaza de toros di Malaga dall’alto la potrete fare anche con la vostra macchina fotografica. Il maestoso castello del XIV secolo, anch’esso mirabilmente restaurato, domina tutta Malaga, e dai bastioni offre superlativi panorami. All’interno del castello, è allestita una mostra sulla storia del monumento. Dai bastioni del Castello è impossibile non notare la maestosa silhouette della Catedral de la Encarnación di Malaga. Monumento in stile rinascimentale/barocco ricostruito a partire dalla metà del XVI secolo sulle basi di una moschea, la cattedrale è detta “Manquita” (“monchina”) perché difetta di una torre sul lato meridionale. Degni di nota lo stallo del coro (silleria) e la Capilla de Santa Barbara, che ospita un retablo risalente al periodo prima della ricostruzione della cattedrale in stile rinascimentale. Lungo la caratteristica Calle San Augustin, viuzza stretta e arzigogolata, troverete il Museo Picasso Malaga, uno dei maggiori punti di interesse di tutta la città, ospitato dentro al cinquecentesco Palacio de Buenavista: Malaga ha dato i natali al grande pittore, e questo museo omaggia l’artista con una ricchissima collezione di opere (più di 200). Tra questi capolavori, spiccano l’”Olga Khokhlova con mantilla”, l’”Acróbata” e molte altre. Oltre a questo esaustivo percorso dentro l’opera di Picasso, è possibile visitare alcuni resti archeologici d’età fenicia e romana, rinvenuti durante la costruzione del museo. Che cosa vedere a Malaga dopo l’impegnativa immersione nella storia e nella cultura della città? Non è forse meglio rinfrescarsi all’ombra delle piante esotiche del Paseo del Parque? Sotto alla cattedrale e all’Alcazaba si estende questa passeggiata, che va da Plaza de la Marina fino a Plaza del General Torrijos, nei pressi del Barrio Malagueta e della Plaza de toros. Camminerete tra le piante di un rigoglioso giardino botanico, tra fontane, laghetti, aiuole fiorite, sculture e notevoli edifici come l’Ayuntamiento e la Casita del Jardinero, che si trova vicino al Rettorato.Se non altro, un’ottima occasione per visitare Malaga senza patire la notevole calura della città. L’Iglesia del Sacrario, davvero molto vicina alla cattedrale, colpisce i viaggiatori con la sua imponente portada gótica isabelina, il portale nello stile gotico chiamato per l’appunto isabelino, o “estilo Reyes Católicos”, relativo al periodo tra il tardo-gotico e il rinascimentale. A cinque minuti dal già citato Museo Picasso, in Plaza de la Merced, troverete la Casa Natal de Picasso. All’interno dell’edificio ha sede la fondazione a lui intitolata: vi sono conservate alcune opere e oggetti legati alla storia familiare del grande pittore. Calle Larios e Plaza de la Constitución sono luoghi di interesse che rappresentano senza dubbio il centro nevralgico della città. Calle Larios è la strada principale del centro di Malaga, moderna e alla moda, fortemente europea, ma comunque ricca d’atmosfera andalusa: qui si passeggia, si fa shopping, ci sono bar, ristoranti e gelaterie. La calle sfocia in Plaza de la Constitución, luogo di importanza sociale e politica per tutti i malagueños .I piatti tipici della cucina malagueña. Malaga, essendo una città di mare, il pesce o pescaíto è il piatto più caratteristico e buono,anche se l’influenza campagnola dei dintorni si fa comunque sentire.Ma visto che l’articolo è incentrato su Malaga capitale, la carne non sarà la protagonista delle ricette presentate.Se visiti Malaga durante la primavera, in estate o nei primi mesi dell’autunno, il mio consiglio è di andare a pranzare in un chiringuito(ristorante tipico che si trova sul lungo mare).

Le zone più belle e più vicine a Malaga con dei migliori chinguiritos  sono: la spiaggia de Pedralejo e la spiaggia el Palo.Entrambe le zone erano piccole paesetti di pescatori ora inglobati dalla città.Per ricordare le origini marinare, davanti a ognuno di tutti i ristoranti del lungo mare troverai un’antica barca di legno, sulla sabbia, utilizzata a modo di barbecue.In queste barche, inutilizzate e  piene di sabbia, si mettono i pezzi di legno d’olivo e si accende il fuoco per cucinare i cibi.Questa è la base per cucinare il piatto più famoso e richiesto per i malgueños e non solo: los espetos (sardoncini freschi infilati in un palo di canna da zucchero conditi soltanto con sale grosso).

GRANADA

E’ facile innamorarsi di Granada, del suo clima, della sua gente, delle sue strade e dei suoi monumenti. Granada è la città più importante dell’Andalusia, non solo grazie alla sua strategica posizione geografica, con la Sierra Nevada alle spalle e il mare della Costa Tropicale che la separa dall’Africa, ma anche per tutte le sue importanti manifestazioni culturali che si svolgono all’interno di antichi palazzi o di strutture molto moderne. Passeggiando per le strade di Granada vi imbatterete nell’Alhambra, dimora dei sovrani musulmani e monumento più significativo della città, o magari finirete nell’Albacìn, l’antico quartiere in cui si stanziarono i Mori dopo la Reconquista. Città vivace e giovane, grazie alla presenza di molti universitari che di giorno frequentano le lezioni e di notte si aggirano per i locali, Granada ha la caratteristica di rimanere nel cuore di chi la conosce: c’è un detto spagnolo che dice “chi non ha visto Granada, non ha visto nulla” e Garcia Lorca, originario di Granada, scriveva “le emozioni della mia infanzia sono tutte dentro di me. Io non sono mai uscito da essa“. Uno dei simboli più importanti del dominio musulmano sulla città di Granada, è senz’ombra di dubbio l’Alhambra, monumento dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. I mori avevano bisogno di costruire una roccaforte per proteggere e sorvegliare la città e decisero di farlo sulle rovine di un’antica cittadella chiamata Alcazaba, dando il nome di Al – Qal aal – Hmbra alla loro nuova fortezza, che in arabo vuol dire “fortezza rossa“. Il nome probabilmente è ispirato al colore dei mattoni cotti al sole con cui sono state edificate le mura esterne del fortino. L’Alhambra (nome adattato alla lingua spagnola) originariamente era una cittadella militare, ma nel corso del regno di Yusuf I divenne un palazzo ricco di meravigliosi cortili, fontane e giardini, reso ancor più bello da giochi di luci ed ombre veramente sorprendenti. Colpisce la forte contraddizione dell’Alhambra: all’esterno rigida costruzione militare e all’interno delicata e aggraziata struttura. A Granada la bellezza non ha fine: proprio di fronte all’Alhambra c’è un altro palazzo indipendente, il Generalife, avvolto da meravigliose colline e splendidi giardini, una sorta di oasi di pace e relax del re. Il nome di questo monumento ha origine dalle parole arabe Yanat – al – Arif e vuol dire “giardino dell’architetto“, ma non un architetto qualsiasi, il migliore e il più potente fra tutti: Dio. I giardini di questa struttura risalgono al ‘300 e sono veramente eccezionali: arabeggianti, eleganti e variopinti soprattutto in primavera quando i colori vivaci tingono tutti i fiori. D’estate, quando il caldo dell’Andalusia opprime, sarà bellissimo arrivare fino alla Scala dell’Acqua ed immergere le mani nell’acqua che scivola lungo i passamani. Palazzo Dar-al-Horra o Monastero di Santa Isabella a Granada. Questa splendida struttura fu costruita nel XV secolo sui resti di un palazzo distrutto del re Ziri. Questo edificio è molto interessante perché è l’unico, fra quelli che erano presenti nel caratteristico quartiere di Albayzin, che è stato preservato e ha mantenuto il suo aspetto originario. Il nome Dar – Al – Horra, Casa della donna onesta, sembra sia ispirato alla madre del re Boabdil, l’ultimo monarca arabo in Spagna. Dopo la conquista di Granada nel 1492 da parte dei Re Cattolici, gli Arabi cedettero il Palazzo al segretario reale Hernando de Zafra. Successivamente la Regina Isabella decise di fondare qui il Convento Reale di Santa Isabella. Il Palazzo appartenne all’ordine religioso fino al XX secolo, fino a quando non fu acquisito dal governo: attualmente il Dar – Al – Horra è catalogato come patrimonio di interesse culturale. Il quartiere Albayzin di Granada

Il quartiere dell’Albayzin è Patrimonio Mondiale dell’Unesco per la sua straordinaria unicità architettonica. Fondato dai mori prende il nome dai bayyasīn, cioè provenienti dalla città di Baeza. Nel suo massimo splendore ha raggiunto 60.000 abitanti e 26 moschee. Resta intatto l’intricato sistema di stradine, patii, balconcini fioriti che lo rendono il luogo più caratteristico e autentico di Granada. Il monumento più importante del quartiere è la Chiesa di San Salvador in stile mudéjar, costruita nel XVI secolo sull’antica moschea maggiore di Albaicín. Davanti la chiesa si apre il belvedere che porta lo stesso nome e da cui si gode una splendida vista sulla fortezza dell’Alhambra. Da non perdere anche i Bagni romani ed un passaggio sotto l’Arco de la Pesas, piccola porta d’ingresso nelle mura difensive del quartiere. La Cattedrale di Granada. La Cattedrale di Granada è considerata la più grande espressione di chiesa rinascimentale della Spagna. I Re Cattolici fondarono la cattedrale nel 1492 e volevano che fosse un’imitazione del modello gotico della Cattedrale di Toledo. Nel 1518, Diego de Siloé ebbe il compito di progettare la cattedrale e ideò una nuova pianta del tempio in stile rinascimentale spagnolo. Quasi 200 anni dopo, nel 1704, si conclusero i lavori, ma fu costruita solo una delle due torri di Siloé e in modo parziale: la torre doveva essere alta 81 metri, invece fu terminata a 57 metri. La facciata principale invece è un capolavoro dell’arte barocca ad opera di Alonso Cano nel 1667. La Cappella Reale di Granada. In un edificio accanto alla Cattedrale c’è la Cappella Reale, voluta da Isabella e Ferdinando. I due sovrani decisero, di comune accordo, che dopo la morte i loro resti dovessero essere conservati a Granada. Questo città era per loro un simbolo importante, il luogo in cui si era completata la Riconquista della Spagna e la cacciata dei Mori. Come da loro volontà, qui sono conservate le spoglie dei due sovrani e della loro sfortunata figlia, Giovanna La Pazza e quelle del marito Filippo il Bello. Nella Sacrestia c’è un piccolo museo in cui si possono ammirare la spada di Ferdinando, lo scettro di Isabella, la corona d’argento. Da non perdere una visita approfondita alla piccola ma significativa collezione d’arte personale dei sovrani: si possono ammirare un Cristo del Perugino l’Orazione nell’orto di Botticelli, molti quadri fiamminghi tra cui un Memling e un incerto Van Der Weyden. Il Bagno Arabo di Granada. I cattolici consideravano i bagni arabi l’equivalente di bordelli e luoghi di prostituzione, anche se non era affatto così. Qui i mori di Granada si riunivano per parlare di religione, curarsi con le acque, parlare, rilassarsi, farsi fare un massaggio e tagliarsi i capelli, con una rigida separazione tra uomo e donna. Nonostante la pessima reputazione, i Bagni Arabi di Granada sono sopravvissuti quasi intatti alla meticolosa opera di distruzione dei simboli mori messa in atto dopo la Reconquista della Spagna e la cacciata dei musulmani. Il Bañuelo, quindi, merita una visita perché è uno dei pochi bagni arabi sopravvissuti in Spagna. I Bagni si trovano sulle sponde del fiume Darro, sul lato opposto a quello dell’Alhambra. Vi si accede da una piccola casa costruita sopra i bagni dopo la Riconquista. Ci sono tre ampi spazi (sala fredda, sala centrale e sala calda), e un cortile centrale con vasca. Cosa mangiare a Granada: Come in tutta l’Andalusia, anche Granada beneficia della presenza della montagna, di una fertile pianura e del vicino mare. L’abbondanza di ingredienti e la millenaria contaminazione culturale ha dato vita a una tradizione gastronomica tra le più interessanti d’Europa. Uno dei piatti più tipici è la tortilla del Sacromonte, a base di midollo, uova e interiora di vitello che si disputa con la Ollo de San Anton (maiale, fagioli, riso, verdure) il ruolo di piatto più pesante di Granada. Le “patate dei poveri” (Patatas a lo pobre) sono fatte con patate fritte ripassate con aglio e cipolla, vino e olio. Uno dei prodotti migliori della zona è il prosciutto di Travelez, spesso servito come tapas, straordinaria tradizione di cibo di strada su cui non crediamo di dover aggiungere altro. Arrivati al capitolo dolci, l’influenza araba diventa predominante: abbondano mandorle, frutta secca, zucchero caramellato e spezie. Stranamente, però, il dolce più famoso di Granada è il Pionono che prende il nome da Papa Pio IX che visitò la città nel 1897. E’ preparato con uova, zucchero, latte, limone cannella e rum.

SIVIGLIA

Siviglia è flamenco, tapas, corrida, feste, tutto ciò che incarna l’essenza della Spagna. Potrete scoprire gli antichi quartieri con le loro stradine strette, la tranquillità dei parchi e l’allegria della gente che si rivela soprattutto durante le feste per le quali la capitale andalusa è famosa. Siviglia custodisce un patrimonio architettonico di grande valore, la Cattedrale, la Giralda e i Reales Alcazares ne sono un esempio, ma è consigliabile visitare la città nelle stagioni più miti, per evitare di farsi soffocare dal caldo. La vita della città, soprattutto in estate, si concentra intorno al fiume Guadalquivir, attualmente unico porto fluviale della Spagna, che divide in due la città; mentre d’inverno i cittadini si riuniscono nelle taverne. Insomma, in qualsiasi periodo dell’anno, Siviglia è sempre viva. Per godersi il divertimento, senza trascurare le bellezze della città, vi proponiamo alcune cose da non perdere durante una vacanza a Siviglia. Reales Alcazares a Siviglia. I Reales Alcazares (Palazzi Reali) sono i monumenti più imponenti di Siviglia. Caratteristica di questi edifici è la mescolanza di stili e delle decorazioni, che vanno dall’islamico al neoclassico. L’Alcazàr, antica fortezza araba, è un grande esempio dell’architettura mudéjar con saloni, patii e giardini che creano un’affascinante combinazione di colori. Accanto all’Alcazar sorge il Palazzo di Carlos V che custodisce un’importante collezione di arazzi raffiguranti la conquista di Tunisi da parte del re. Dal Palazzo si può accedere direttamente ai Giardini dell’Alcazar in cui lo stile arabo ha unito forme rinascimentali a forme romaniche. La Cattedrale di Siviglia: Lo stile gotico e quello rinascimentale si uniscono nel più imponente monumento del mondo cristiano, dopo la Basilica di San Pietro: la Cattedrale de Santa Maria di Siviglia. È costituita da cinque navate interne, in stile gotico, e da due cappelle, la Cappella Reale e la Cappella Maggiore. La prima è sovrastata da una cupola rinascimentale; la seconda custodisce dipinti che ritraggono scene della vita di Cristo e della Vergine. La Cattedrale è sorta nel luogo in cui prima si ergeva la Moschea Mayor, abbattuta nel XV secolo, e dell’antica costruzione conserva solo la Giralda e alcuni resti del Patio de los Narajos. La Giralda di Siviglia La Giralda, emblema della capitale andalusa, è la torre campanaria della Cattedrale: un monumento alto ben 96 metri che rispecchia in pieno lo stile degli Almohadi, rigidi in materia religiosa e nemici del lusso, nell’unire all’imponenza monumentale una raffinata semplicità. La Giralda deve il suo nome alla statua della Fede (detta appunto Giraldillo) che la sovrasta e che gira su sé stessa in base alla direzione del vento. Dall’interno della Cattedrale è possibile accedere ad una piattaforma, posta in vetta alla torre, dalla quale poter ammirare tutta la città dall’alto. Il Quartiere di Triana a Siviglia. La riva occidentale del fiume Guadalquivir accoglie il caratteristico quartiere di Triana, in cui convivono la città antica e la città moderna. In origine Triana era un quartiere di marinai, operai, industriali e ceramisti ed, ancora oggi, addentrandovi nel quartiere, potrete acquistare le ceramiche realizzate artigianalmente nei laboratori. Il lungofiume, invece, che si estende dal puente San Telmo al puente de Isabel II, è un concentrato di bar e ristoranti alla moda che offrono, di sera, una buona occasione di intrattenimento. Altra caratteristica di Triana è il mercato coperto nel quale è possibile ammirare i resti delle civiltà araba e romana. Il Barrio de San Bartolomè a Siviglia. Stile barocco, gotico e rinascimentale si compenetrano negli elementi che compongono il Barrio de San Bartolomé. Dalla Chiesa di Santa Maria la Blanca, a Plaza de San Francisco alla Casa de Pilatos fino alla Chiesa de Santa Magdalena, un intreccio di stili diversi fanno il fascino di questo quartiere. San Bartolomé con il suo labirinto di stradine strette contornate da le vecchie case basse, è un luogo solitario e silenzioso, ideale per lunghe e tranquille passeggiate a piedi. Sebbene il Barrio non sia una destinazione nota al turismo sivigliano, in realtà conserva tutta l’autenticità della città.  Plaza de España a Siviglia. Plaza de España, all’interno del Parque de Maria Luisa, venne costruita nel 1929 in occasione dell’Esposizione Iberoamericana, su progetto dell’artista sivigliano Gonzalez. Decorata con mattoni, ceramiche e marmi colorati, la piazza ha un suo particolare simbolismo: la forma semicircolare richiama all’abbraccio della Spagna alle sue nuove colonie; le 58 panchine rappresentano tutte le province spagnole; il Palacio Español al suo interno, imponente e fiero, rappresenta il prestigio della potenza mondiale spagnola; infine, Plaza de España guarda verso il fiume, rotta da seguire per raggiungere l’America. La Casa di Pilato a Siviglia.  La Casa di Pilato è un capolavoro dell’arte rinascimentale del XV secolo, voluto da Don Fadrique e forse ispirato alla casa di Ponzio Pilato a Gerusalemme. La leggenda vuole che il marchese si sia accorto che la distanza tra la sua abitazione e la chiesa più vicina era uguale a quella tra la residenza di Ponzio Pilato e il luogo in cui Gesù venne crocifisso. Decise allora di far mettere lungo il percorso le 14 stazioni della via Crucis di cui la prima (processo di Gesù) coincideva con la sua casa. Questo è il motivo per cui si è creduto che il suo palazzo fosse anche la copia della residenza di Pilato. L’edificio del 1533 è un riuscito miscuglio di stili rinascimentale, gotico fiammeggiante e mudejar e ha un bellissimo patio a 24 arcate con busti dei Cesari, statue romane o pareti decorate in stile mudejar. Bellissimo anche il giardino. Sia d’inverno che d’estate, Siviglia è una città sempre attiva. I sivigliani non si lasciano fermare né dal freddo e né dal caldo e ogni giorno dell’anno è quello giusto per stare insieme, riversarsi nelle strade e nei locali e divertirsi: questo è lo spirito della gente. Nei mesi più freddi il divertimento si concentra nella zona del Barrio Santa Cruz, dove nei bar e nelle discoteche si prosegue fino all’alba. La zona di Triana, invece, è quella giusta per trascorrere serate più tranquille, ascoltando musica dal vivo. D’estate il divertimento si sposta lungo il fiume dove vengono allestiti bar, chioschi e discoteche all’aperto. La cucina sivigliana offre prodotti freschi sia della terra che del mare. Il pesce è l’elemento principale della tavola, cucinato accuratamente e quasi sempre fritto; per gli amanti della carne, invece, non mancano gustosi piatti come l’oca alla sivigliana o l’agnello fritto. Che mangiate carne o pesce, la cucina a Siviglia è impreziosita da un uso appropriato delle spezie, com’è da buona tradizione araba. Patria delle tapas, le zone di Triana e de La Macarena sono i luoghi ideali per gustare questa pietanza accompagnandola con ottima birra o sangria. Ricca anche l’offerta di dolci, tra cui le torrijas, i borrachuelos e gli alfajores.

CORDOBA

Cordoba (o Cordova) è stata la capitale dell’Impero Musulmano in Spagna, e nonostante siano passati tanti secoli da allora, la città conserva il fascino incantato della città più araba dell’Andalusia. La regione spagnola in cui si trova Cordoba, infatti, deve il suo nome alla versione originale araba “Al-Andalus”, sulla cui etimologia ci sono diverse scuole di pensiero. I mori fecero di Cordoba la più importante città del loro Impero europeo, capitale della cultura araba nel vecchio continente. La bellezza di Cordoba si è conservata intatta, la storia della città riaffiora nelle case dai cortili con le belle fontane, dagli speziatissimi cibi che offrono le trattorie, e dai tratti somatici dei suoi abitanti, arabi nei volti e spagnoli negli atteggiamenti. La Mezquita di Cordoba. La Mezquita di Cordoba è una delle moschee più stupefacenti d’Europa, eretta sulla Chiesa di San Vincenzo. L’immensa struttura sorge nel mezzo della città, e le alte mura, da alcuni punti d’osservazione, sembrano quasi toccare il cielo. L’interno della Mezquita, complice un’illuminazione ideata per mettere in risalto la bellezza delle decorazioni, è il più grandioso omaggio all’architettura gotica-rinascimentale all’arte arabo-islamica. La Mezquita ha anche un’importante valenza storico-religiosa: dopo l’occupazione di Cordoba da parte degli islamici, nel 711, la chiesa fu utilizzata contemporaneamente da cristiani e musulmani. L’Alcazar di Cordoba. L’Alcazar dei Re Cristiani è la struttura in cui venivano ricevuti i sovrani fedeli alla Chiesa.  Lo stile arabo dell’edificio, circondato da giardini immensi, abbelliti con grandi vasche in cui abbondano getti d’acqua ballerini, vi farà chiedere per come sia possibile che Cordoba si trovi nel continente europeo. Il passato arabo di questo luogo riaffiora ad ogni angolo di strada, soprattutto nell’Alcazar De Los Reyes Cristianos, dove le stanze conservano ancora, grazie ai mosaici e agli ornamenti, la tipica atmosfera mediorientale. La Medina Azahara di Cordoba. Medina Azahara è la cittadina che Abderraman III fece costruire a otto chilometri da Cordoba. Per la costruzione di Medina Azahara furono utilizzate ben 4300 colonne, e la bellezza della città traspare ancora oggi, nonostante restino soltanto poche rovine. La città fu quasi completamente distrutta dai Berberi, che attaccarono Medina Azahara durante una sanguinosa battaglia. Pare che Abderraman III volle costruire una città bellissima, per poterla dedicare alla sua sposa, la tanto amata az-Zahara. Anche se non ci sono conferme di questa versione dei fatti, resta il fascino della favola e la bellezza che ancora traspare dalle rovine. Il Ponte Romano sul Guadalquivir a Cordoba.  Il Guadalquivir è l’unico fiume navigabile di tutta la Spagna e il suo nome, in lingua araba, significa “Fiume Grande“. Al tempo dei romani, il Guadalquivir si poteva percorrere fino a Cordoba, dove fu eretto il ponte lungo 240 metri. La sua costruzione fu voluta da Augusto, e faceva parte della lunga strada che portava il suo nome. Il ponte sul Guadalquivir è stato scenario di numerose battaglie, durante le quali la struttura originale è stata lentamente distrutta. Le 16 arcate che sostenevano il ponte, però, sono presenti anche nella versione odierna. Nonostante il tempo, le battaglie e l’antichità del progetto, il ponte resta l’unica strada percorribile per raggiungere Cordoba.  La Sinagoga di Cordoba. La Sinagoga di Cordoba fu costruita all’ingresso del quartiere ebraico intorno al XIV secolo, ed è l’unica struttura religiosa ebraica presente in tutta l’Andalusia. La grandiosità di questa Sinagoga si vede nelle belle decorazioni in stile mudejar, che ha caratteristiche cristiane unite ad elementi di ispirazione araba, e che si trova soltanto in alcune zone della Spagna. Con il termine mudejar, che significa più o meno “chi ha avuto il permesso di rimanere”, si indicavano i musulmani rimasti a vivere in Andalusia anche dopo l’avvento dei cristiani: furono loro a dar vita al particolare stile pittorico che si vede sulle pareti della Sinagoga di Cordoba. La Juderia di Cordoba. L’Andalusia ha molti quartieri ebraici nelle proprie città, ma quello di Cordoba è uno dei più importanti di tutto il vecchio continente. La caratteristica conformazione del quartiere richiama quelli presenti in tutta la regione, ma a Cordoba la Juderìa ha un fascino molto particolare. Le abitazioni bianche, quasi tutte con un piccolo giardinetto sul davanti, sono arroccate tra loro, e separate da stradine molto strette, dove passeggiare serenamente alla luce del sole, e un po’ meno a quella della luna. Nonostante il quartiere sia stato ristrutturato nel ‘700, la struttura originale della Juderia è rimasta immutata e rappresenta uno dei luoghi più pittoreschi dell’intera Spagna. Palazzo de Viana a Cordoba. Famoso per i suoi 12 patii, il Palazzo de Viana nasce come piccola casa che si allarga piano piano fino a inglobare le abitazioni circostanti, diventando un elemento architettonico spettacolare e unico. Nei 6.500 mq del palazzo predominano i cortili e i giardini, le piante e le fontane, come nella migliore tradizione araba e romana. Un modo non solo per abbellire la propria dimora e renderla più bella delle altre, ma un’esigenza per sfuggire ai 45 gradi di calore che assediano Cordoba d’estate. Il risultato è una casa abitata da nobili fino al 1900 ma profondamente tradizionale e popolare. Bellissimi gli interni che si snodano tra arazzi, quadri (anche di Goya), mobili d’epoca, una biblioteca con 7.000 volumi e uno straordinario soffitto a cassettoni.  Se siete alla ricerca di discoteche, movida e divertimento folle, forse dovete fare quattro chiacchiere con chi vi ha consigliato Cordoba. La città non offre nulla di tutto questo, e l’unica cosa che si può fare la sera, è passeggiare piano, godendosi la città senza gli oltre quaranta gradi che potete trovare in piena estate. Potete esplorare le stradine che si trovano nei dintorni della Mezquita, oppure fare una passeggiata sull’antico ponte romano per guardare la luna che si riflette nel fiume Guadalquivir. Facendo un po’ d’attenzione, potete visitare la Juderìa, che di sera è molto particolare: se ci andate, evitate le stradine poco frequentate. a gastronomia cordobana ha assimilato i gusti della cucina araba, proprio come è accaduto per le usanze di questa città. Il risultato è una cucina dai sapori forti, in cui l’unione di carne e pesce, è sapientemente amalgamata con le spezie. Per assaggiare uno dei piatti davvero tipici di Cordoba, fatevi coraggio, e provate lo stufato di coda di bue. Anche se l’idea può disgustarvi, sappiate che non la penserete così quando manderete giù l’ultimo boccone. Se proprio non ce la fate, provate a deliziarvi con un bel salmorejo, un gazpacho (zuppa fredda) arricchito con prosciutto, uova fritte e coniglio: non è il massimo della leggerezza, ma vale la pena ingrassare così!

CADICE

Affacciata su una baia a cui dà il nome, baciata sulle labbra dall’Oceano Atlantico e circondata da splendide spiagge, Cadice, piccola e lucente città bianco-gialla di lontanissime origini fenicie (antica Gadir, VIII secolo a.C.), nonostante sia una meta che i turisti scelgono un po’ meno frequentemente nei loro tour dell’Andalusia, riesce a conservare orgogliosamente un’affascinante personalità. Alla lunga e gloriosa storia della città è unita una spontanea tradizione multiculturale, capace di permeare l’atmosfera frizzante e gioviale (pensiamo al famoso Carnevale!) che accompagna il viaggiatore alla ricerca di tutto ciò che c’è da vedere a Cadice.

Ma quali sono le attrazioni che non possiamo perderci nel visitare Cadice? Cosa vedere in questo piccolo e affascinante gioiello che vanta una storia così antica, tanto da essere definita da alcuni la “città più antica d’Europa“? Andiamo a scoprire insieme cosa vedere a Cadice.

Il centro storico raccoglie tutti i motivi d’interesse del luogo, e il confine che lo separa dal nucleo cittadino moderno sono le Puertas de Tierra, corrispondenti alle antiche mura settecentesche. Da lì parte il nostro itinerario nel cuore della città dell’Andalusia che sta oltre le Colonne d’Ercole di Gibilterra. e c’è un elemento architettonico che brilla nella memoria dei viaggiatori che hanno avuto il privilegio di visitare Cadice, è proprio la cupola dorata della grandiosa Catedral Nueva, che è stata costruita in più di 100 anni. Questo lungo intervallo di tempo ha evidentemente portato con sé alcuni mutamenti stilistici nella decorazione dell’edificio, che era stato pensato barocco, ed è stato rifinito con elementi dello stile neo-classico. L’interno della grandissima chiesa è maestoso e proporzionato: il rigore architettonico dello stile risparmia alla cattedrale certi eccessi tipici degli edifici sacri andalusi. Qui è sepolto il compositore Manuel de Falla, al quale, in città, è intitolato un importante teatro dalla facciata in stile mudéjar, il Gran Teatro Falla. La Torre de Poniente è uno dei campanili della cattedrale, ed è possibile raggiungerne la cima per godere di uno spettacolare panorama di tutta la penisola di Cadice, con il mare che la circonda. Come nel caso della Giralda di Siviglia, anche qui non dovrete scarpinare sugli scalini, ma tramite delle rampe in salita.

Vicinissimo alla cattedrale, si estende il quartiere più noto di Cadice, il Barrio del Populo, che da un lato si affaccia sul mare in Campo del Sur, offrendo panorami notevoli sulla cattedrale. Il Barrio è la tradizionale ragnatela di stradine strette e ingarbugliate su cui, tra un archetto e una piccola piazza, si affacciano palazzi, deliziose casette bianche e bar dall’aspetto accogliente. Degne di nota sono l’Iglesia de Santa Cruz, antica cattedrale duecentesca di Cadice, ricostruita in stile barocco nel XVIII secolo, situata a due passi dal mare, e Plaza de San Juan de Dios, con le sue fontane (da vedere di notte!), e la bellissima chiesa eponima, meritevole di una visita.

Nel cuore del Barrio del Populo, dietro alla cattedrale antica, troviamo un’importante testimonianza della presenza romana nella storia di Cadice: un Teatro Romano, che è possibile visitare gratuitamente. Il palcoscenico sono… le case bianche di Cadice. Guardare per credere.

Plaza de Mina, vivace spazio di forma quadrata diviso in quattro vialetti ricchi di vegetazione esotica e circondato da eleganti palazzi in stile isabelino, è un centro nevralgico di Cadice: cosa vedere di particolare interesse storico e artistico in questa piazza, dopo la passeggiata a contatto con la curiosa varietà botanica? In Plaza de Mina troverete questo notevole museo, che offre ai visitatori una collezione archeologica a testimonianza delle antichissime origini fenicie della città; una sezione romana in cui sono esposte alcune anfore utilizzate negli scambi commerciali con Roma e il Museo de Bellas Artes, dove è conservato il dipinto che fu “fatale” per il pittore Bartolomé Esteban Murillo, “Il matrimonio mistico di Santa Caterina”, dipingendo il quale l’artista cadde dall’impalcatura e morì. Date anche un’occhiata alla collezione di marionette di Cadice: oltre al celebre Carnevale, gli estrosi abitanti della città organizzano un satirico festival delle marionette.

In questa grande piazza, non lontana dal porto di Cadice, circondato da palazzi e da un parco, sorge un enorme Monumento alla Costituzione del 1812, promulgata dalle Cortes di Cadice dopo l’occupazione napoleonica. Il monumento fu costruito in quasi 20 anni, a partire dal primo centenario dell’evento. Vale la pena visitare questa piazza anche solo per comprendere l’importanza di Cadice nei destini politici della Spagna.

A una decina di minuti a piedi da Plaza de España, troverete l’Oratorio de San Felipe Neri, edificio sacro dell’XVIII secolo che è stato teatro degli eventi storici di cui abbiamo accennato nel paragrafo precedente: qui tra il 1810 e il 1813 si formarono e riunirono le Cortes di Cadice, concentrandovi l’azione rivoluzionaria e teorica che ha poi dato luogo alla Costituzione. L’oratorio, di forma ellittica, è apprezzato per la presenza di un’Immacolata Concezione di Murillo all’interno di un retablo in stile rococò.

Plaza del Topete, conosciuta anche come Plaza de las Flores, si fa notare per la colorata e calorosa atmosfera popolare, lontana anni luce dagli eccessi architettonici dalla già citata Plaza de España. Oltre al notevole palazzo delle poste, piccoli bar e bancarelle di fiori abbelliscono questa piazzetta di forma triangolare. Non lontano da Plaza del Topete, troverete l’antico Mercado Central di recente restaurato, e la Torre Tavira, altro notevole punto di osservazione della città.

Antico quartiere dei pescatori di Cadice, questo barrio ospita la semplice e disadorna Plaza del Tío de la Tiza, piazzetta nei pressi di Calle Virgen de la Palma, dove, manco a dirlo, sono le palme a farla da padrona, facendo da gradevole anticamera alla Playa de la Caleta, la spiaggia più frequentata di Cadice insieme a Playa de la Victoria.

Questa spiaggetta, perfetto porticciolo naturale sin dalle origine fenicie, è molto frequentata dagli abitanti di Cadice. Non rinunciate a fare una bella passeggiata sul lungomare, raggiungendo, tramite un breve camminamento, il Castillo de San Sebastián, che si trova sulsito dove un tempo, secondo la tradizione, sorgeva un tempio dedicato al culto del dio Crono. All’estremità opposta del lungomare, sorge il Castillo de Santa Catalina, fortezza tardo-cinquecentesca a pianta stellata, perfettamente conservata e utilizzata per scopi ricreativi e aggregativi.

Sul lungomare, camminando a nord del Castillo de Santa Catilina fino al bastione panoramico della Candelaria, si trovano i meravigliosi giardini del Parque Genovés: fontane, aiuole, vialetti alberati di cipressi, scorci esotici, e la bellissima cascatella della Gruta, con i suoi assurdi… dinosauri che si abbeverano nella vasca. Infine, dirigetevi anche all’Alameda Apodaca, elegante giardino in riva al mare, lungo il quale passeggiare senza pensieri, all’ombra degli alberi che si affacciano sui sentieri acciottolati, alla ricerca dell’impressionante centenario Ficus del Mora.

RONDA

Gli scrittori Ernest Hemingway, Rainer Maria Rilke, James Joyce, Jorge Luis Borges e J. Ramón Jiménez sono rimasti immischiati nella bellezza aspra e vertiginosa di Ronda e le hanno scritto parole d’amore incredibile. Anche Orson Welles, che ha detto: “A man does not belong to the place where he was born, but where he chooses to die”. Le sue ceneri sono infatti conservate a Ronda. Qui lo dico e qui lo nego: un tour dell’Andalusia senza la visita di Ronda non è un tour completo. Intendiamoci: le città dell’Andalusia principali hanno ciascuno un proprio fascino irripetibile e probabilmente mantengono una precedenza sul programma, ma Ronda è padrona di uno spirito che la rende unica sotto molti punti di vista: visitarla aumenta in maniera esponenziale la qualità e il valore della vacanza in Spagna. Ronda – cittadina arroccata su una rupe, divisa a metà da una profonda e vertiginosa gola (El Tajo) scavata dal torrente Guadalevín e riunita dal celebre, fiabesco Puente Nuevo – si trova in provincia di Malaga, in una zona collinare a cavallo tra la Sierra de Grazalema e la Sierra de las Nieves. Da qui parte la ruta de los Pueblos Blancos, un suggestivo itinerario lungo i paesini bianchi nascosti nella Sierra de Grazalema. Plaza del Socorro Il modo migliore per entrare gradualmente nell’atmosfera di Ronda è percorrere Calle Espinel, la frequentata via di negozi centrale (ce n’è uno splendido che vende manufatti in legno) che porta direttamente alla prima tappa del nostro tour, la caratteristica Plaza del Socorro, nel quartiere del Mercadillo. Qui, di sera, si riuniscono gli abitanti di Ronda per bere un vino tinto de Verano in uno dei vari bar: è in questo luogo che si comincia a respirare l’atmosfera di Ronda. Plaza de Toros Ronda Torniamo su Calle Espinel e percorriamola fino in fondo: davanti a noi vedremo l’antica Plaza de Toros di Ronda, uno dei luoghi più importanti di Ronda. Voi vi chiederete perché, visto che ogni città andalusa che si rispetti ne ha una… è presto detto: la Plaza de Toros di Ronda è, per storia e tradizione, una delle più importanti di tutta la Spagna, visto che qui è stata fondata la Maestranza, l’antico ordine di cavalieri che ha nobilitato la tradizione della corrida. Non perdete l’occasione di visitarla: oltre a entrare nell’arena e a sbirciare dall’alto le stalle dove il toro viene rinchiuso (e malmenato, povera bestia…) prima di entrare in arena, potrete visitare il museo allestito nel cuore della struttura: vi troverete la testimonianza di quanto la scuola di tauromachia di Ronda – nella persona del celebre torero Pedro Romero, che qui esercitava –  sia stata seminale per la diffusione della corrida alla fine del Settecento. Spettatori d’eccezione della corrida rondegna (immortalati in fotografia) sono stati lo scrittore Ernest Hemingway  e il regista Orson Welles. Alameda del Tajo e Mirador de Ronda. Uscite dalla Plaza de Toros e prendete Calle Blas Infante: d’un tratto sarete a due passi dal crinale di un precipizio. Fino ad ora, Ronda vi potrà essere apparsa come una bella e autentica città andalusa, con la sua brava piazzetta e l’arena dei tori… ora potete capire qual è invece la sua principale caratteristica: quella di essere una fiera cittadella sopraelevata, che domina la Serranía de Ronda, una verde vallata incorniciata da aspre montagne in lontananza. Sporgetevi dal Mirador de Ronda, ammirando il panorama, poi imboccate i vialetti dell’Alameda del Tajo, uno spazio verde tranquillo che offre altri bei panorami sul territorio circostante. Puente Nuevo Torniamo indietro, che il meglio deve ancora venire. Lasciandoci alle spalle la Plaza de Toro, imbocchiamo Calle Virgen de la Paz, superiamo Plaza España – dove si trova il Parador de Ronda – e, in men che non si dica, saremo di fronte al simbolo di Ronda: il Puente Nuevo. Come vedremo, questo maestoso ponte settecentesco non è l’unico ad unire le due parti della città, ma è sicuramente il più famoso. Percorretelo, e approfittatene per sporgervi –  se non soffrite di vertigini –  per dare una prima occhiata a quanto sia impressionante la voragine scavata dal Guadalevín. In un primo momento, potrete godervi lo spettacolo della gola e del ponte valicandolo e sporgendovi appena dalla terrazza che si trova davanti al ristorante La Pilastra del Torero. Poi continuate la vostra visita imboccando Calle Cuesta de Santo Domingo, la strada che costeggia dall’alto El Tajo. Casa e Mina del Rey Moro Percorrete Calle Cuesta de Santo Domingo fino alla Casa del Rey Moro. Pagate il biglietto d’ingresso (ne varrà la pena) e, dopo aver visitato velocemente i giardini (la casa è in rovina), dirigetevi verso l’attrazione di gran lunga più interessante: la Mina del Rey Moro, una galleria scavata nella roccia a scopi difensivi. Si può scendere sugli scalini alti e sconnessi e arrivare fino al livello del fiume, avendo la possibilità di passeggiare un po’ nel cuore del mini-canyon. Si tratta di una discesa emozionante ma bisogna fare attenzione a non farsi male, poiché nella galleria c’è grande umidità e si rischia di scivolare sui gradini. Com’è ovvio, la fatica sta tutta nel tornare in superficie! I due ponti antichi e i Baños Arabes Cosa a vedere a Ronda dopo la Casa del Rey Moro? Continuando il nostro tour scendendo per Cuesta de Santo Domingo: superiamo l’Arco de Felipe V e ci troveremo davanti al Puente Viejo, uno dei due ponti antichi che un tempo collegavano le due sponde di Ronda. Se abbiamo un po’ di tempo, possiamo valicarlo e avventurarci lungo i vialetti terrazzati dei Jardines de Cuenca, dai quali si gode di una vista del Puente Nuevo finora inedita, dalla sponda opposta. Appena sotto al Puente Viejo, si intravede l’altro ponte – ben più antico, trecentesco: il Puente de San Miguel. Di qui, proseguendo su Calle Molino de Alarcón, si arriva ai Baños Arabes, uno dei luoghi più nascosti e affascinanti di Ronda. In questo caso, la visita è caldamente consigliata: il soffitto a botte è disseminato di feritoie a forma di stella e, in generale, gli antichissimi ambienti moreschi sono splendidamente conservati, molto meglio che a Cordoba, per esempio. Palacio de Mondragón La prima attrazione da raggiungere, a nostro parere, è questo meraviglioso palazzo del Trecento, antica e sfarzosa dimora dei re mori e, successivamente, dei Reyes Católicos. Il Palacio de Mondragón (Plaza de Mondragón) è oggi sede di un museo civico, ma ospita alcuni patios moreschi davvero fiabeschi, e un giardino che offre un bel panorama su tutta la Serranía de Ronda. Parroquia Santa María la Mayor Dopo aver girovagato per le misteriose e suggestive stradine bianche della Ciudad, si arriva nella splendida e tranquilla Plaza Duquesa de Parcent, il centro nevralgico di Ronda antica. Dopo esservi riposati sotto i vialetti alberati di aranci del parchetto in stile andaluso al centro della piazza, visitate la Parroquia Santa María la Mayor, antica moschea, ora cattedrale di Ronda. Il massiccio campanile è stato costruito, come di consueto, al posto dell’antico minareto, e all’interno si vede ancora il mihrab.

GIBILTERRA

Gibilterra, conosciuta anche come the Rock, è una colonia britannica che si trova all’estremità meridionale della penisola iberica dove il Mar Mediterraneo si incontra con l’Oceano Atlantico. Per gli antichi greci e romani questa rocca calcarea, alta anche 426 metri, con scogliere a strapiombo sul mare, era una delle due Colonne d’Ercole che, insieme a quella di Jebel Musa in Marocco, segnava il confine del mondo antico. Oggi Gibilterra è un’incredibile città cosmopolita dove si incontrano le culture e le storie inglesi, spagnole, genovesi e nordafricane. L’inconfondibile profilo della roccia calcarea di Gibilterra si erge sulla punta estrema della penisola iberica, nella baia di Algeciras. Una rilassante passeggiata a Gibilterra vi porterà a scoprire il centro della città, tipicamente inglese, e il castello moresco, una delle poche testimonianze della dominazione araba. Gibilterra è stata il pomo della discordia tra spagnoli e inglesi tanto da essere totalmente distrutta durante gli assedi del XVIII secolo. Ogni segno della dominazione araba e spagnola è stato sostituito da elementi britannici e passeggiare lungo la pedonale Main Street dà davvero la sensazione di trovarsi oltre la Manica. La città e il porto si trovano sul versante est della Rocca, oggi una riserva naturale raggiungibile in funicolare. Dalla Rocca, che si staglia a mille e 400 metri sul livello del mare, si ammirano dei paesaggi meravigliosi e, quando il vento soffia da da Ovest, è possibile ammirare le migrazioni degli uccelli, come rapaci e cicogne, dall’Africa verso l’Europa. Nella riserva, in modo particolare presso la Apes’Den, è possibile anche venire a contatto con i famosi macachi, delle scimmie selvatiche introdotte nei secoli scorsi dall’Africa. All’estremità nord della Rocca si trovano i Siege Tunnels, un sistema di gallerie lungo oltre 70 chilometri scavate nella parete rocciosa nel corso del XVIII secolo dai soldati britannici durante il Grande Assedio. Il Gibraltar Museum espone importanti reperti riguardo la storia e le dominazioni succedutesi a Gibilterra, ad esempio i bagni arabi, considerati i meglio conservati in Europa, e un teschio di una donna di Neanderthal di 100 mila anni fa ritrovato in questa terra nel 1840. Interessante anche il commovente cimitero di Trafalgar, luogo dove si trovano le tombe dei numerosi marinai britannici caduti a Gibilterra in seguito alla battaglia di Trafalgar del 1805, e il giardino botanico di Alameda. A 20 minuti di cammino dalla stazione della funicolare si trova la St Michael’s Cave, una grande grotta naturale usata come rifugio dagli abitanti neolitici della Rocca e oggi utilizzata per spettacoli teatrali e concerti. Al suo interno si trova anche un caffè.

Gibilterra offre molte opportunità per lo shopping e non solo perché la maggior parte dei marchi britannici e internazionali del calibro di BHS, Marks & Spencer, Next, Mothercare, Mango, Peacocks, Wallis, Evans, Adams, Tommy Hilfiger, Monsoon, Oasis si trovano qui ma soprattutto perché è esente dall’Iva, l’Imposta su Valore Aggiunto, e ciò comporta la possibilità di fare veri affari! Profumi, gioielli, porcellana, cristalli  sono solo alcuni degli acquisti più gettonati a Gibilterra. La pedonale Main Street, che attraversa tutta la città, è uno dei luoghi ideali per lo shopping: i negozi rispettano l’orario continuato dalle 10.00 alle 18.00 e, anche se la valuta è la sterlina, quasi tutti accettano senza problemi l’euro. Il sabato i negozi chiudono alle 13.30 e la domenica non aprono proprio i battenti. Se preferite i centri commerciali recatevi a Casemates Square, proprio all’inizio di Main Street, o Ocean Village, fiancheggiato da yacht di lusso e un sacco di posti per mangiare, bere e fare festa!

COSA MANGIARE

I sei piatti della cucina andalusa più autentici.

Cuarrencano: Si tratta di un piatto molto semplice a base di zucchine, morcilla (sanguinaccio) e chorizo (un tipo di salsiccia speziata a base di carne bovina o suina).

Gazpacho: piatto tipico estivo, poiché viene servito freddo. Si tratta di una zuppa fredda a base di pomodoro, cetriolo, aglio, peperone, aceto e olio.

Salmorejo: trattandosi di una zuppa fredda tipica della città di Cordova anch’esso viene servito soprattutto in estate. E’ un piatto a base di pomodoro, aglio, olio, pezzi di pane tritati, aceto e sale. Normalmente viene accompagnato da pezzettini di uovo sodo con cubetti di prosciutto crudo.

Carne con pomodoro: piatto che potrete trovare durante tutto l’anno. Si tratta di carne di maiale ricoperta da pomodoro.

Tortilla de camarones: gamberetti squisiti accompagnano la più classica delle tortillas andaluse.

Remojón: Insalata particolare a base di baccalà, olive nere, uova e arancia.

SHOPPING

Una visita in Andalusia non sarebbe completa senza un giro per mercati e negozi alla ricerca dei migliori regali e souvenirs. Malaga può vantare meravigliosi luoghi pieni di vita in cui i turisti più irrequieti si relazionano agli affabili abitanti di Malaga e possono godere delle meraviglie della città: strutture ricreative, templi gastronomici, mercati alimentari, il pesce fritto o zone alternative come quella di Soho, per non parlare dello spettacolare e affollato Muelle Uno. A tale offerta turistica si aggiunge adesso, nel centro della città, un nuovo “mercato gourmet” o “centro gastronomico” conosciuto come “Mercado de la Merced”. Dopo un periodo di lavori, la struttura ha riaperto il 26 Settembre 2015, proprio accanto alla famosa Plaza de la Merced. Il Mercado de la Merced è un’esplosione di colori e profumi che creano un mercato molto diverso da tutti gli altri di Malaga, in un ambiente moderno e cosmopolita. Il mercato vi invita a passeggiare tra le bancarelle per assaggiare piccoli spuntini preparati con cura, amore e la migliore materia prima. Una combinazione perfetta tra la tradizione e il lato artistico che si sta diffondendo in città, questo mercato cattura ogni tipo di arte: musica, cinema, teatro o qualsiasi tipo di espressione artistica possa essere ospitata tra le sue mura. Fare shopping a Granada è molto bello e rilassante. Tra i prodotti artigianali tipici della città meritano una menzione le famose ceramiche smaltate con i colori di Granada e gli oggetti realizzati in teracea, un intarsio tipico della città, utilizzato dagli artigiani per creare meravigliosi tavoli arricchiti con argento, avorio e madreperle dagli originali motivi geometrici. Importanti mercadillos di Granada sono il mercato di  Almanjayar, tutte le mattine fino alle 15, il mercato del quartiere La Chana, tutti i mercoledì, e il mercato del quartiere Zaindin, tutti i sabati. Davvero caratteristici sono inoltre i mercati dell’Alcaicería e del Bazar, dove è possibile comprare i tipici oggetti della tradizione araba ed ebraica di Granada. Nei negozi di artigianato di Cordoba, che si trovano soprattutto vicino alla Mezquita, intorno alla Plaza de las Tendillas, si trovano i famosi oggetti in cuero repujado, cuoio lavorato in rilievo, e i gioielli in argento filigranato. Tra i numerosi negozi segnaliamo Meryan in Calleja de las Flores per l’ottima qualità dei suoi lavori. Le strade selciate del centro storico sono ricche di negozzietti di alimentari, di souvenir, di libri e di dischi ma anche di boutique alla moda e, nel quartiere ebraico, di laboratori di gioiellieri. Ceramica,vestiti da flamenco, ventagli ornati, sombrero Cordobes e le chitarre sono tra gli acquisti più amati dai turisti. Una buona selezione di negozi si trova su Conde de Gondomar, Ronda de los Tejares e Ronda de los Tejares Le strade dello shopping più importanti di Siviglia si trovano nel quartiere El Centro: in Calles Sierpe, Cuna, Velazquez e Tetuan ci sono sia negozi di grandi marche internazionali che di artigianato locale. Siviglia è nota per le sue floride attività artigianali, come la scuola tessile, la produzione di vimini e di accessori per il flamenco e in tutti i negozi è possibile acquistare meravigliosi scialli, pizzi, mantillas, ventagli e le ballerine di Siviglia, immancabili souvenir. Ancor di più Siviglia è famosa in tutto il mondo per assere la città della ceramica azulejería: piatti decorati, anfore e bicchieri pregiatissimi si possono comprare nelle storiche botteghe di artigianato del turistico Barrio de Santa Cruz oppure presso i laboratori di produzioni di ceramiche del quartiere Triana presso Calle Alfareria e Calle Antillano Campos. A Siviglia, nel cuore del bel quartiere di Triana, proprio sotto il ponte di Isabella II, c’è lo storico Mercado de Triana, con le bancarelle decorate dai tipici azulejos.Anche qui si fanno buoni acquisti, e si può pensare di fare una sosta per mangiare qualcosa.Esattamente dal lato opposto del ponte di Triana da qualche anno c’è una struttura nuovissima lungo il Guadalquivir.Si tratta del Mercado Lonja del Barranco, con una ricchissima offerta gastronomica (solo per mangiare) anche gourmet. Essendo un posto di tendenza si può prendere anche qualche fregatura (ad esempio la catena di dolciumi Mascarpone).I prezzi sono più alti delle tapas medie in città, ma il posto è davvero piacevole e vale la pena fare qualche assaggio (il piatto più costoso credo sia il polpo alla gallega che costa 16 euro).

MIGLIORI APP

Suggeriamo: Visita Sevilla, la guida ufficiale dell’ente del turismo della città. Andalusìa, Siviglia, Málaga & Granada GuidaDi Ulmon GmbH.

SICUREZZA

L’Andalusia è una regione tranquilla, ma come in ogni zona ad alto interesse turistico, bisogna stare attenti. Di solito i ladruncoli colpiscono nelle zone ad alta presenza di turisti come musei, monumenti, ristoranti, spiagge, metro e autobus. Le raccomandazioni sono sempre le stesse: evitate di portarvi dietro molto contante, lasciate le carte di credito e i documenti che non vi servono nella cassaforte dell’albergo. Se girate in auto, evitate di lasciare oggetti di valore, macchine fotografiche e telecamere ben in vista. Molto usata la tecnica del “Buon Samaritano”: qualcuno vi indica che avete bucato la ruota o che avete un problema all’auto; quando scendete per verificare, un complice si infila nella vostra auto e se ne va. Sulle spiagge, invece, evitate di lasciare incustoditi vestiti e oggetti: potreste essere costretti a tornare a casa nudi.

ASSISTENZA SANITARIA

I cittadini italiani che si recano temporaneamente in Spagna possono ricevere le cure mediche necessarie previste dall’assistenza sanitaria pubblica locale se dispongono della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), detta Tessera Sanitaria. Si consiglia ad ogni buon fine di stipulare, prima di intraprendere il viaggio, una assicurazione sanitaria che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l’eventuale rimpatrio aereo sanitario o il trasferimento in altro Paese. 

                                                                                      
NUMERI UTILI

In caso di emergenza chiamare il numero di telefono gratuito 112 (è valido su tutto il territorio spagnolo). Vi risponderanno in spagnolo e, nelle zone turistiche, anche in inglese, francese e tedesco.

Descrizione

Ufficio del turismo centrale per rendere piú semplice l’ informazione turistica ai visitatori e ai cittadini di Malaga. Ci sono uffici sparsi per tutta la cittá e ti offre attenzione personalizzata per ogni cliente.

OFICINA MUNICIPAL DE TURISMO-CENTRAL
Plaza de la Marina, 11
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