Campania archeologica

30 ottobre * 01 novembre 2020, € 365.00 a persona
Descrizione

30 ottobre 2020 * Napoli: centro antico * Mostra “gli Etruschi e il MANN” *
Arrivo a Napoli nel primo pomeriggio. Visita del Museo Archeologico all’interno del quale è allestita la stupenda mostra “Gli Etruschi e il MANN”. L’esposizione abbraccia un arco temporale di circa sei secoli e traccia un percorso di indagine che, sulle orme degli Etruschi, cerca di ricostruire quelle che furono le fondamenta della loro grandezza che, come ricordava lo storico greco Polibio, derivava anche dal controllo delle risorse di due fertilissime pianure, quella padana nel nord e quella campana nel sud. Passeggiata nel centro Antico che dal Duomo arriva a Spaccanapoli e si ferma in Piazza del Gesù Nuovo. Napoli: una delle più grandi ed incantevoli città d’arte del Mediterraneo. Domina l’omonimo golfo che si estende dalla penisola sorrentina all’area vulcanica dei Campi Flegrei ed offre una vista molto suggestiva, con l’imponente vulcano Vesuvio e, in lontananza, tre magnifiche isole (Capri – Ischia – Procida), che sembrano piccoli gioielli sorti dal mare. Oltre ai suoi splendidi paesaggi, Napoli deve la sua meritata fama anche al fascino di un centro storico che racconta 2500 anni di storia ed è stato inserito nel 1995 nella lista dell’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Una molteplicità di luoghi capaci di entusiasmare ogni tipo di turista, dal cultore dell’arte e della storia all’amante della matura e del mare, dal buongustaio appassionato di enogastronomia al nostalgico di antiche tradizioni. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

31 ottobre 2020 * Pompei * Ercolano *
Mezza pensione. Visita approfondita degli scavi di Pompei fino a raggiungere Villa dei Misteri: straordinaria testimonianza del mondo antico grazie allo stato di conservazione della città, rimasta praticamente intatta dopo l'eruzione che la colpì nel 79 d. C. cancellandola dal paesaggio vesuviano. La città, grazie anche alla sua posizione, fu interessata, tra il VII ed il VI sec. a.C, da un fiorente insediamento indigeno. Collocata tra il mare ed il fiume Sarno, Pompei sfruttava, infatti, due importanti vie di comunicazioni utili agli scambi commerciali. Nel V secolo la città passa sotto il controllo dei Sanniti, esposta comunque all'influenza greca ed etrusca. Nel III sec. a.C., all'indomani delle guerre Puniche, viene attirata nell'orbita di Roma alla quale si lega definitivamente nell'80 a.C., con la fondazione da parte di Silla della colonia. A partire dalla metà del '700 gli scavi, voluti dai Borbone e portati avanti per oltre un secolo, hanno riportato alla luce la città, restituendoci un quadro completo della vita quotidiana in età romana. Nel pomeriggio visita degli Scavi di Ercolano, che pur essendo meno famosi di quelli di Pompei, ne rappresentano il naturale completamento. Gli scavi dei due antichi insediamenti, pur mostrando città romane dello stesso periodo, presentano delle differenze sostanziali che impongono al visitatore attento una visita ad entrambi. Pompei è stata dissepolta quasi completamente e per questo offre una visione di insieme su come poteva essere una antica città romana sotto il regno di Tiberio. L’antica Ercolano invece non è stata completamente dissepolta perché sullo stesso territorio sorge la città nuova, mancano infatti all’appello molti edifici pubblici, ma i dettagli sono molto meglio conservati. Infatti la cittadina di Ercolano fu sepolta da una nube ardente, che i geologi chiamano nube piroclastica, la cui temperatura superava di molto i 100° e che trascinava anche frammenti di rocce vulcaniche e pomice ridotti a forma liquida. Raffreddandosi, queste polveri assunsero l’aspetto di una fanghiglia capace di insinuarsi e penetrare in ogni interstizio, impedendo la decomposizione di materiali come legno e stoffa che erano stati carbonizzati ma non distrutti dall’improvviso enorme calore. Gli oggetti di uso comune si sono così ottimamente conservati al punto di poter vedere una classica bottega di generi alimentari ancora corredata dei supporti in legno dove venivano allocate le anfore. Pernottamento.

01 novembre 2020 * Parco Archeologico Pausilypon *
Prima colazione in hotel. Di estremo interesse naturalistico-archeologico, oltre che paesaggistico, è la zona terrestre, che si estende dal promontorio di Trentaremi al vallone di Gaiola, oggi racchiusa all’interno del Parco Archeologico Ambientale di Pausilypon. Il complesso a cui si accede attraverso l’imponente Grotta di Seiano, traforo di epoca romana lungo più di 700 m che congiunge la piana di Bagnoli con il vallone della Gaiola, racchiude parte delle antiche vestigia della villa del Pausilypon, fatta erigere nel I secolo a.C. dal Cavaliere romano Publio Vedio Pollione. Qui nell’incanto di uno dei paesaggi più affascinanti del Golfo, è possibile ammirare i resti del Teatro, dell’Odeion e di alcune sale di rappresentanza della villa, le cui strutture marittime fanno oggi parte del limitrofo Parco Sommerso di Gaiola, su cui si affacciano i belvedere a picco sul mare del Pausilypon. Pranzo libero. Nel pomeriggio inizio del viaggio di rientro in sede. Arrivo in tarda serata.



NUMERO MINIMO PARTECIPANTI 

BASE 10

QUOTA DI PARTECIPAZIONE IN CAMERA DOPPIA

€ 365.00

QUOTA DI PARTECIPAZIONE IN CAMERA SINGOLA

€ 440.00

QUOTA DI PARTECIPAZIONE BAMBINI 03/12 ANNI IN 3° E 4° LETTO

€ 295.00

ASSICURAZIONE FACOLTATIVA ANNULLAMENTO

€ 30.00


** GARANTITA DISTANZA DI SICUREZZA NEI NOSTRI BUS **

Necessario utilizzo della mascherina.
Programma di viaggio elaborato nel rispetto della normativa anti COVID.






Ulteriori dettagli

La quota comprende:
viaggio in autobus gran turismo con distanziamento legale, ticket d’ingresso in città d’arte ove previsti, sistemazione in hotel Napoli o dintorni, trattamento di mezza pensione dalla cena del primo giorno alla prima colazione dell’ultimo giorno, visite come da programma, accompagnatrice/tore professionista, assicurazione RC EuropAssistance.

La quota non comprende:
mance, ingressi, extra di carattere personale, quanto non espresso alla voce “la quota comprende”.